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AMORGOS
Quasi vicino al Dodecaneso, nel punto più orientale delle Cicladi, si stende la montuosa Amorgos dalla forma oblunga, lungo una rotta poco battuta. Le sue coste sono in alcuni punti rocciose e brusche, mentre in altri tranquille con profonde insenature.
Le rovine sparse quà e là in tutta l’isola e i significativi reperti, alcuni dei quali si trovano al Museo Archeologico Nazionale, testimoniano non solo che l’isola fu abitata già in epoche preistoriche, ma anche che conobbe un particolare splendore nel periodo della civiltà cicladica. Tre erano le città indipendenti che brillarono qui durante l’antichità, Minoa, Arkesini ed Egiali.
A Katapola, porto principale dell’isola oggi, è interessante la chiesa della Panaghia Katapolianì, costruita sul sito del tempio di Apollo. Qui ci sono anche vestigia dell’antica Minoa.
Il capoluogo dell’isola è la città di Chora o Amorgos, con le case intonacate a calce; è costruita intorno al castello veneziano che si trova in cima alla collina. Qui le chiese presentano in prevalenza la caratteristica architettura ecclesiastica cicladica della chiesa doppia o gemella. Vale la pena visitare il Museo Archeologico di Chora con interessanti reperti provenienti da tutta l’isola. A NE di Chora, costruito su una roccia, si staglia il Monastero Bizantino della Panaghia Chozoviotissa, uno dei più importanti monumenti nel suo genere.
Il secondo porto dell’isola, la pittoresca Egiali, è rinomata per le sue spiagge sabbiose ed è formata da tre candidi paesetti. Nella parte meridionale dell’isola, Arkesini, costruita accanto all’omonima città antica, è particolarmente pittoresca con i suoi candidi paesetti.

FOLEGANDROS
Piccola isola rocciosa, tra Sikinos e Milos. Il visitatore è sorpreso dalla selvaggia bellezza del paesaggio, ove si alternano enormi scogli e spiagge sabbiose.
Sopra il suggestivo porto di Karavostasi è costruita su uno spiazzo Chora o Folegandros, che è costituita da due centri abitati. Nel vecchio centro che si trova nella zona del Kastro le case – come anche in altre isole delle Cicladi – formano dalla loro parte esterna un muro di cinta protettivo. Il centro più recente è altrettanto pittoresco, con strette stradine, scalini, muretti, cortili, balconi di legno e tipiche chiese isolane. Sopra un tratto del muro dell’antica città fu costruita la più bella chiesa dell’isola, la chiesa della Panaghia.
Chrisospilià, un po’ più a nord, con stalattiti, stalagmiti ed antiche rovine, come pure la zona di Ano Merià, che è divisa in piccoli insediamenti, costituiscono i centri di interesse della zona. Ad Ano Merià c’è anche un Museo Ecologico e del Folclore che riproduce la vita agricola degli abitanti dell’isola. La spiagge si trovano a Karavostasi, Livadi e nella baia di Aghios Georgios.

SIKINOS
Sikinos, che conserva intatto il suo colore isolano, è un polo di attrazione per quanti ricercano la pace e l’autenticità.
L’isola fu abitata già dall’antichità come testimoniano i reperti provenienti dalla zona di Episkopi. L’unica strada a Sikinos collega Alopronia, il porto dell’isola, a Chora o Kastro, uno dei più bei villaggi cicladici. Di particolare interesse sono le case signorili di pietra e la chiesa di Pantanassa. Il monastero di Zoodochos Pighis, costruito sull’orlo di una roccia, da lontano da l’impressione di un castello inespugnabile.
Qui le feste popolari locali si celebrano in modo particolarmente sentito, come accade in tutte le isole cicladiche appartate.

IOS
Piccole insenature pittoresche abbelliscono le coste di quest’isola prevalentemente montuosa, con le innumerevoli chiesette, gli olivi, le viti e l’atmosfera trasparente. Tutto ciò, insieme al mare cristallino, le splendide spiagge sabbiose e le buone infrastrutture turistiche vi richiamano una gran folla di turisti, specialmente giovani.
La storia plurisecolare di Ios parte da epoche preistoriche. Secondo quanto riportato da Erodoto, nella parte settentrionale dell’isola, nella zona di Plakotos, fu sepolto il poeta dei Poeti, il divino Omero. Allo stesso tempo Pausania ci informa che a Delfi esiste un’epigrafe, secondo la quale Omero, fu sepolto ad Ios, che era anche la patria di sua madre Climene.
Sopra il porto suggestivo di Ormos, con i suoi pescherecci e gli yachts, si stende la città capoluogo, Ios o Chora. Costruita sul sito dell’antica città, è un tipico paese cicladico, con le case candide, i vicoli e le chiese. La massa del castello medievale ed i mulini a vento ne completano la bellezza. Tra i monumenti di Ios ci sono una torre di epoca ellenistica e rovine di un antico acquedotto ad Aghia Teodoti, le rovine di un antico tempio a Psathi, un castello veneziano semidiroccato in località Paleokastro e rovine di una torre ellenistica in zona Plakotos. Senz’altro sono da visitare il Museo Archeologico e del Folclore a Chora come pure il Museo di Arte Moderna a Kolitsanoi.
Gli appassionati di spiagge saranno entusiasti di Mylopotas e Manganari.

ANAFI
Vista da lontano Anafi, l’isola più sudorientale delle Cicladi, sembra una roccia rimasta isolata in mezzo al mare. Secondo la mitologia, offrì rifugio agli Argonauti sorpresi da una minacciosa tempesta. I reperti provenienti dai lavori di scavo nell’isola testimoniano che era abitata fin dall’antichità. Dal suggestivo porticciolo di Aghios Nikolaos la strada porta a Chora, unico centro abitato dell’isola, costruito ad anfiteatro nella sua parte centrale. Il Monastero della Panaghia Kalamiotissa (XVIII secolo) costruito sul peribolo dei resti del tempio di Apollo Eglete, il castello veneziano accanto alla Chora e la chiesa di Aghios Athanasios sono monumenti particolarmente interessanti. Le spiagge di Anafi sabbiose e scogliose, hanno acque limpidissime e le feste e le danza popolari locali sono singolarmente suggestive.

SANTORINI (THERA)
Santorini, la celebre isola delle Cicladi. se ne differenzia a causa della sua morfologia geologica, dovuta all’azione del suo vulcano, oggi spento. Il paesaggio nella parte occidentale dell’isola è particolarmente suggestivo: gli enormi e ripidi massi rocciosi sono abbelliti dalle bianchissime casette appollaiate sulla loro cima e degradano dolcemente nell’acqua. Le coste dell’isola, ripide a ovest, si trasformano in interminabile spiagge di ciottoli o di sabbia nella parte orientale dell’isola.
Dal porto di Skala il visitatore può salire a piedi fino al capoluogo, Firà, ci sono centinai di scalini o gli asinelli o la teleferica.
La città è pittoresca, con il suo dedalo di vicoli, le arcate, il quartiere franco. Rilevantissimo è il suo Museo. Contiene reperti preistorici (soprattutto vasi), una grande raccolta di vasi del VII e VI secolo a.C., tra cui quelli noti come “Vasi di Thera”, alcuni reperti dell’Arcaico e del Classico, sculture e ritratti ellenistici e romani. Affascinante è la vista verso Kamanes, le due isolette nerissime nate dal vulcano.
Di grande interesse archeologico è l’antica Thera, dalla quale passarono Fenici, Dori, Romani e Bizantini. La città è divisa nel senso della lunghezza dalla via sacra. Oltre ai gruppi di edifici costituite da case di varie epoche, comprende diverse agorà, terme, teatri, santuari, la dimore di Tolomeo il Benefattore, tombe dell’ Arcaico e del Classico, resti paleocristiani ecc.. Sulle rocce dei dintorni sono scolpite iscrizioni nell’antico alfabeto Teraico con gli appellativi del dio Apollo e nomi di uomini e di efebi.
Ad Akrotiri sono state scoperte le rovine di una città minoica, distrutta intorno a 1500 a.C.
dall’esplosione del vulcano di Thera. Si tratta di una Pompei preistorica sepolta dalle ceneri vulcaniche, con case a due o tre piani, piazze, magazzini, laboratori ecc. Nelle case sono stati rinvenuti splendidi affreschi che sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Atene, vasi, oggetti di uso quotidiano ecc. Sulla cima più alta dell’isola si trova il monastero del Profeta Ilias.
Il paese tradizionale di Oia è di una bellezza unica. Piccole case intagliate nella cedevole roccia, alcune bianche ed altre colorate in azzurro o in ocra, case signorili neoclassiche con cortili, strette strade lastricate ne compongono l’aspetto peculiare. La vista verso il mare è impressionante.

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