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Alla punta sud ovest delle Cicladi troviamo Milo, diventata famosa in tutto il mondo per la statua della Venere. Il passato vulcanico dell’isola, le rocce bianche, rosse, gialle o nere presenti solo qui, il mare azzurro che leviga da secoli le sue rive ed infine le grotte che creano un paesaggio di incredibile impatto: la grotta di Klèftiko, di Papàfranga (il “prete cattolico”), Sarakìnino, Venetsiànes. Inoltre, Milo riveste un grande interesse archeologico e religioso per le numerose catacombe e la Madonna di Filakopì.
I sorprendenti fondali di Milo sono considerati un paradiso dagli appassionati di immersione e di pesca subacquea. Sull’isola c’è una scuola sub, una di kayak e la possibilità di fare gite in windsurf, con lo scooter di mare, in canoa o in torpedone. Per gli appassionati di avventura, ci sono due piste per scalate, a Toùrla tou Vanioù e nelle Glaronissia (le Isole dei Gabbiani).

Milo, che si estende su un’area di 151 kmq, è situata sull’arco vulcanico dell’Egeo del sud. L’intensa attività vulcanica è iniziata 3,5 di milioni di anni fa e continua ancora oggi, regalandoci materiale vulcanico come l’ossidiana e rare conformazioni geologiche. I crateri più importanti sono quelli spenti di Fyriplakas e di Trachyila nella parte sud ell’isola, conservati in ottimo stato.
La presenza umana a Milo risalirebbe all’epoca neolitica (7000 a.C.), come testimoniano le miniere ritrovate in località Nychia e Demenegàki. All’età del Rame (2800-1100 a.C.), Milo è stata un centro importante della civiltà cicladica con la città minoica di Fylokopì, la quale ha dato il suo nome ad un intero periodo archeologico.

Città principale dell’isola, costruita a 200 metri s/m sopra il golfo di Milo, è Plaka, uno degli abitati più caratteristici delle Cicladi, con le case bianchissime ed i balconi ricoperti di fiori. Da vedere nel Museo archeologico i reperti (iniziano dall’era neolitica) tra i quali spicca la famosa «Signora di Filakopì», statuetta di inestimabile valore. Nel Museo etnologico e storico è possibile scoprire la vita quotidiana degli abitanti a partire dal XVII secolo. Sul versante ovest dell’abitato, sorge la chiesa della Vergine Korfiàtissa, dal cui cortile si gode di una vista mozzafiato e di uno dei più magici tramonti dell’Egeo. Porto di Plaka è Adàmas, uno dei punti di approdo più sicuri del Mediterraneo, con belle casette ed i tipici vicoli stretti. Da vedere a Adàmas la chiesa della Dormizione della Madre di Dio, la chiesa cattolica di San Nicola, il Museo dei Minerali ed il Museo Ecclesiastico allestito nella chiesa millenaria della Santa Trinità (Aghia Triada). A breve distanza di Adàmas, c’è la costa di Patinikòs con belle spiagge per il nuoto e gli sport in mare.

Alla punta nord-est dell’isola, sorge Apollònia o Pollònia, graziosa stazione di villeggiatura con taverne che servono pesce fresco e frutti di mare in abbondanza. Nel centro del versante orientale, sorge Zefirìa o Paleòpoli o Chora, il vecchio capoluogo medievale fino al 1767, anno in cui fu distrutto da terremoti. Fra le cose da vedere spicca la chiesa della Vergine Portaitissa o Portianì, vecchia cattedrale, risalente al XVII secolo. Ad est di Paleòpoli troviamo le vecchie solfare attive fino al 1960. Si trovano sulle pendici di un burrone che sfocia sulla spiaggia di Theàfes – un posto maestoso con rocce di incredibili sfumature. A sud di Milo sorge la Madonna del Giardino (tou Kipou), la chiesa la più vecchia dell’isola, dotata di battistero. Ad ovest si può ammirare lo storico monastero di San Giovanni Siderianoù.

Il modo migliore per scoprire l’immensa ricchezza naturale e l’ingente patrimonio culturale di Milo è andare a piedi per i sentieri dell’isola.

Escursione 1: Apollònia – Fylakopì
Vicino ad Apollònia si trova Fylakopì, una delle città più importanti dell’Egeo in età preistorica. Sono conservati resti di un imponente muro ciclopico e dell’abitato.

Escursione 2: Adamàs – Trypitì – Klìma – Aghia Paraskevì – Catacombe – Antico Teatro – Màvro Teichos – Profitis lIias – Tramythià
Partendo da Adàmas, l’itinerario si dirige verso il bel paesino di Trypitì, con la chiesa della Vergine Faneromèni, i mulini a vento e la vista stupenda sul mare, poi verso Klìma, grazioso paesino di pescatori con le celebri «syrrnata», costruzioni sotto le quali gli abitanti riparavano le barche per proteggerle dalle condizioni atmosferiche. Poi, ci sono le note catacombe. A Klìma, nell’area dell’antica città di Milo, sono conservati resti di mura e dell’antico teatro. Seguendo il sentiero che va dal teatro verso Klìma, si passa dall’antica agorà. Màvros Teichos è l’area dov’è stata scoperta la celebre Venere di Milo oggi esposta al Museo del Louvre.

Escursione 3: Katsògria – Aghi Giòrghis – Agia Marina – Rivàri-Embouriòs
Itinerario nel versante ovest dell’isola – area di particolare interesse naturale inserita nella rete Natura 2000. L’itinerario passa dalla laguna di Rivàri e termina nel piccolo porto di Embouriòs.

Escursione 4: Plàka-Panaghia Thalassìtra – Kàstro – Plàka-Plàkes – Fyropòtamos – Mandràkia – Sarakìniko
Sopra a Plàka, sul versante di un colle, sorge la chiesa della Madonna Thalassìtra, con lo stemma dei Crispi sull’architrave della porta. La cima del colle è dominata dal castello edificato nel XIII secolo dai signori veneziani dell’isola. La vista dal castello è mozzafiato! Nel castello sorge la chiesa della Madonna Schiniotissa del XVIII secolo e la chiesa cattolica di Santa Rosaria. L’itinerario termina a Sarakìniko, dove ci aspetta uno scenario di rara bellezza naturale: rocce bianchissime, levigate del mare, grotte marine ed una piccola spiaggia.

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