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KEA
Isola particolarmente pittoresca. Si trova vicino all’estremità più orientale dell’Attica.
I gruppi montuosi, caratteristici della maggior parte delle isole Cicladi, sono attraversati da piccole valli, cosparse di rade, vigneti ed alberi da frutto che scendono fino al mare formando graziose baie.
Il profondo golfo di Aghios Nikolaos, nella parte più occidentale dell’isola, al cui interno è costruito il porto di Korissia, è ritenuto uno dei più sicuri porti del Mediterraneo.
Chora o Ioulis, capoluogo dell’isola, mantiene intatto il suo colore cicladico.
Costruita ad anfiteatro sul sito dell’antica Ioulis colpisce il visitatore per le varie casette con i loro tetti di tegole, le stradine in salita pavimentate di pietre, le bellissime chiese con le iconostasi in legno lavorato ad arte. Sul punto più alto della cittadina, sul sito dell’antica Acropoli, si trova il quartiere detto “kastro” dal quale si gode un’entusiasmante vista sulle antistanti isole dell’Attica. A poca distanza si trova il “Leone di Kea” una statua tagliata nella roccia scistosa (VI secolo a.C.)
Nel Museo Archeologico di Chora ci sono interessanti reperti dell’epoca cicladica. Chiesette campestri, mulini a vento, monasteri fra cui il monastero della Panaghia Kastrianì, protettrice, abbelliscono le campagne di Kea.

KITHNOS
In questa piccola isola delle Cicladi, famosa per la sua buona amministrazione (vedi lo”Stato dei Citnei” di Aristotele), sono state individuate, in base ai reperti rinvenuti di recente, le più antiche tracce della presenza umana nelle Cicladi. Il suolo è anche qui prevalentemente montuoso e l’asperità del nudo terreno è addolcita di quando in quando da pennellate di vigneti e fichi, mentre suggestive baie ornano le coste frastagliate.
Merichas è il principale porto dell’isola, sul lato occidentale.
La Chora o Messarià si trova su una spianata sopra un colle. Si tratta di un caratteristico paese cicladico, che si distingue per le belle chiese con meravigliose opere in legno scolpito, iconostasi e splendide raffigurazioni di santi. Nel monastero della Panaghia tou Nikous, costruito su un suggestivo rilievo, si tiene una tradizionale festa popolare a Ferragosto. Un poco più a sud sorge il vecchio capoluogo dell’isola, che porta l’antico nome di “Driopida”, suggestivo e bel paesetto con un colore isolano. Sul lato nordorientale dell’isola si trova Loutrà, noto per le sue fonti termali, indicate nei casi di artrite, dermatite ed affezioni ginecologiche. A SE vale la pena di visitare il Monastero della Panaghia Kanala, protettrice dell’isola, costruito sopra un promontorio molto pittoresco di fronte a Serifos che termina con una bella spiaggia sabbiosa.

MILOS
Milos è l’isola più meridionale delle Cicladi occidentali, si distingue sia per il suo terreno di origine vulcanica che per il sottosuolo ricco di giacimenti minerari. Altra caratteristica che la distingue è la sua forma a ferro di cavallo. La sua civiltà viene considerata paragonabile a quella cretese e copre almeno 5000 anni.
La sua fama si diffuse in tutto il mondo civile grazie alla statua di Afrodite (la venere di Milo), il capolavoro che fu ritrovato sepolto nelle sue terre nel secolo XIX e che oggi si trova al Museo del Louvre.
Adamas, che viene considerato uno dei più sicuri porti naturali dell’Egeo è particolarmente suggestivo con le sue case pitturate di bianco, le strade lastricate, i balconi fioriti ed i tamarischi profumati citati dai poeti.
L’attuale capoluogo, Milos o Plaka, costruita su un colle sul mare, alla base del castello, è una bellissima cittadina con una caratteristica architettura. Le chiese sono degne di nota ( Panaghia Korfiotissa, PanaghiaThalassistra, Mesa Panaghià).
I suoi musei sono particolarmente interessanti: Il Museo Archeologico, con la copia della celebre statua della Venere ed altri reperti di varie epoche ed il Museo Storico del Folclore, con opere d’arte popolare, una collezione di minerali dell’isola, materiale fotografico e documenti storici.
All’estremità nordorientale dell’isola sorge Pollonia o Apollonia, moderna località di villeggiatura. Qui si trova l’importante centro del periodo minoico, Filacopì sul cui sito vennero costruite una dopo l’altra tre città. Accanto alla zona archeologica di Filacopì si trova la fantasmagorica grotta di ” Papafranga”, mentre sulla punta dell’isola si trovano gli spettacolari faraglioni e grotte di “Kleftico”.
Tuttavia il monumento di maggior valore dell’isola sono le famose catacombe di Milo, che oggi si possono visitare, si trovano nel paese noto come Tripitì a due km dal capoluogo Plaka; vengono considerate tra le più rilevanti testimonianze dei primi anni del Cristianesimo.

KIMOLOS
Molto vicino a Milos si trova l’isola prevalentemente montuosa di Kimolos, candida come il gesso che produce. La necropoli rinvenuta in zona “Ellinika” nella parte SO dell’isola, come pure i resti dell’antica città di Kimolos sull’isoletta di Aghios Andreaa, di fronte a “Ellinika”, provano che Kimolos era già abitata nel periodo miceneo. Molto più tardi nel Medioevo, i pirati trovavano rifugio nelle grotte ben protette dell’isola. In linea generale, la storia di Kimolos seguì quella di Milos.
Dal quieto porto di Psatì una strada in salita porta al capoluogo, Kimolos o Chora, che raccoglie quasi tutta la popolazione dell’isoletta.
Le case a Chora, la cui architettura è in puro stile cicladico, sono costruite intorno al nucleo di Kastro, costituito dagli insediamenti di Mesa Kastro ed Exo Kastro. A Mesa Kastro le case formano nella parte esterna una cinta di mura con finestre a feritoia e quattro porte di accesso. L’aspetto generale del capoluogo richiama quello di un dipinto bianco su uno sfondo azzurro. Le sue case sono immerse nei fiori, le strade sono lastricate. Nella zona di Prasa, nella parte nord dell’isola dove si estrae il gesso, ci sono sorgenti terapeutiche con acque sulfuree.

SERIFOS
Monti nudi e ondulati interrotti da fertili vallette ricoprono questa suggestiva isola, terminando con un’interrotta serie di rocce scogliose che formano frastagliate baie. Si attracca a Livadi, protetto dai venti sul lato sud orientale dell’isola, da cui inizia una lunga spiaggia sabbiosa che si stende a forma di ferro di cavallo. Abbarbicata sulla cima di un colle erto sorge Chora o Serifos, con le sue casette cubiche, le chiese isolane ed il castello veneziano più in alto: sembra quasi una città da favola. Di particolare interesse è il convento di Taxiarches, vicino al paese Galanì, che sembra un forte con begli affreschi ed importanti libri e manoscritti. Dal paese Panaghia si può ammirare una vista panoramica su tutta l’isola.
La maggior attrattiva dell’isola è costituita dalle sue incantevoli spiagge.

SIFNOS
La prima immagine che domina il visitatore mentre si avvicina al porto è la grigia monotonia delle rocce interrotta quà e là da una candida chiesetta. Egli non può però figurarsi le rare bellezze che l’isola nasconde nel suo interno e che insieme all’egregia architettura, fanno giustamente collocare quest’ isola tra i gioielli dell’Egeo.
Sifnos, rinomata nell’antichità per la sua ricchezza dovuta alle miniere d’oro e d’argento ed alle cave di “pietra sifniaca”, raggiunse una grande prosperità nei tempi storici, come testimonia anche l’omonimo tesoro a Delfi, dedicato ad Apollo. Un itinerario incantevole parte dal porto di Kamares, moderno centro abitato con laboratori di ceramiche ed arriva al capoluogo Apollonia.
Costruita su tre colli affascina a causa della sua caratteristica architettura cicladica. Il suo museo del folclore è degno di interesse. Tra le sue chiese interessanti sono la Panaghia Ouranofora ed Aghios Sozon. Sia Apollonia che i vicini centri abitati (Artemonas, Exambela, Kato Petali) costituiscono un peculiare complesso architettonico, ove muri, scalini, cortili, vicoli somigliano a grandi cubi in un intreccio ininterrotto che si lega armonicamente con il paesaggio naturale.
Unica eccezione in questo insieme è il vecchio capoluogo, Kastro che continua ad essere un esempio di insediamento basato sull’urbanistica medievale. Nel suo Museo Archeologico è esposta una raccolta di sculture arcaiche ed ellenistiche e di ceramiche che vanno dal periodo geometrico fino all’epoca bizantina.
Pittoreschi mulini a vento si arrendono con noncuranza agli umori dei venti, mentre 365 chiese e chiesette campestri spuntano dappertutto come funghi bianchi su un tappeto grigio. Sono considerati importanti i monasteri di Aghios Simeon, Ai- Lia, il monastero di Vrysicon un interessante piccolo museo bizantino ma anche quello della patrona dell’isola la Panaghià Chrisopigì.
Il vivo colore locale, in quest’isola montuosa con le fasce pianeggianti vicino al mare, è completato dalle pittoresche feste e fiere isolane.

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