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Con una superficie di 75 kmq, Serifos era nota nell’antichità per le sue ricche miniere: piombo, argento ed altri preziosi minerali. Il primo insediamento risalirebbe al secondo millennio a.C. L’isola fu dapprima abitata dai Minoici ed, in seguito, dai Micenei ai quali si deve lo sfruttamento dei giacimenti.
Serifos ha saputo mantenere intatto il suo carattere più autentico e rimanere fuori del vertiginoso sviluppo turistico di altre isole dell’arcipelago.

Paesino principale è Chora, bellissimo abitato arroccato su un’altura rocciosa dominata dai resti di un castello veneziano e con vista sull’azzurro dell’Egeo. L’abitato è costituito da due agglomerati: Epàno Chòra (Chora Alta) e Kàto Chòra (Chora Bassa). Qui, la tipica architettura cicladica si manifesta in tutto il suo splendore: deliziose casette di un bianco accecante con piccoli infissi multicolori, stretti viottoli lastricati, veri labirinti bianchissimi che invitano a perdersi nella loro infinita bellezza, vecchi mulini a vento che magnetizzano lo sguardo facendo tornare in mente le fatiche della gente del passato. Salendo verso il castello si passa davanti ai due ingressi, a tratti di pareti di abitazioni (con lo stemma veneziano) che formavano l’anello difensivo esterno del castello ed accanto a resti dell’antica acropoli. Dalla cima del castello, dove sorge la chiesa di San Costantino, la vista è spettacolare ed il tramonto è uno dei più belli dell’Egeo! Sotto la chiesa di San Costantino, troviamo quella di San Giovanni il Teologo costruita nella roccia sull’orlo del precipizio, quella di Cristo con cappella di Santa Sofia.

Sottostante il castello troviamo Pàno Piàtsa, vecchia piazza commerciale costruita nel 1907. A Chora ci sono, inoltre, le chiese di San Athanàssios dell’XIX secolo (cattedrale) con un’iconostasi in legno scolpito e splendide icone, di San Lefthèrios e quella di Evanghelismòs. Nel Museo archeologico, allestito nella palazzina di stampo neoclassico del Municipio (1904), è esposta una collezione interessantissima di reperti di epoca ellenistica e romana. Il Museo etnografico espone vecchie fotografie, mobilia di case tradizionali nonché esempi e campioni della ricchezza minerale dell’isola. Ogni estate, nel piccolo teatro all’aperto del Museo etnologico sono allestite manifestazioni culturali ed artistiche. Il porto di Chora, Livàdi, si trova a sud a 5 km. Si tratta di un pittoresco villaggio che si estende nella baia del porto al riparo dei venti del nord. La spiaggia di sabbia è stupenda, ideale per fantastiche nuotate.

Itinerari per tutti
Non si può veramente conoscere Serifos se non la si percorre a piedi, se non se ne solca il suolo aspro e roccioso che a tratti cela verdissime vallate, baie e calette, insenature e spiagge che riempiono la mente dell’escursionista con scorci assolutamente magici. Serifos è un vero balcone naturale che si affaccia sull’Egeo e che abbraccia tutte le isole circostanti – Kythnos, Syros, Paros, Sifnos, Kimolos, Milo.

Escursione 1: Chora-Livaderà-Megàlo Choriò-Megàlo Livàdi
Itinerario che attraversa la parte centrale e settentrionale di Serifos, un’area stupenda inserita nella rete Natura 2000, delimitata dalla costa sud fino alla cima del monte Troùlos nel centro dell’isola, che ne è il punto più alto (582 metri). L’itinerario termina nel centro di villeggiatura di Megàlo Livàdi, vecchio punto di approdo che serviva al trasporto del minerale di ferro. Qui sorge l’elegante palazzo neoclassico che ospitava gli uffici ed i magazzini della Società estrattiva, nonché il monumento ai minatori che hanno perso la vita nel 1916 nel corso di una rivolta di protesta contro le durissime condizioni di lavoro. Vicino a Megàlo Livàdi, sulle pendici del monte, sono le cave in cui nel periodo 1880-1912 si estraevano i metalli. Sono assolutamente da vedere in zona le chiese di San Nicola, di Aghia Triàda (a Megàlo Choriò) e di San Giovanni Prodromo (nella baia Avèssalos). La spiaggia a Megàlo Livàdi è perfetta per belle nuotate. Ci sono anche sorgenti termali curative.

Escursione 2: Megàlo Choriò-Koutalàs
Nella baia di Koutalàs troverete un piccolo abitato sul lungomare con una spiaggia stupenda che si arrampica sulle pendici del maestoso monte delle miniere. Qui inizia un fantastico viaggio nel tempo, sui vecchi binari, le vie di carreggio e le rampe, usate dai vagonetti per trasportare i minerali dalle pendici delle colline circostanti allo scalo di carico in mare.

Escursione 3: Koutalàs-Aspòpyrgos-Psaròpyrgos-Kàstro Griàs
A nord ovest della baia di Koutalàs sorgono i resti di Aspròpyrgos, un castello circolare in marmo e, sull’altura del Ciclope, i resti del castello in pietra di Psaropyrgos che costituiscono importanti testimonianze di epoca ellenistica. Su un’altra altura in località «Kàstro tis Griàs» sono visibili ruderi di mura e di abitazioni.

Escursione 4: Grotta del Ciclope
A sud-ovest di Serifos sorge la spettacolare grotta detta del Ciclope o di Koutalàs, che era un luogo di culto durante l’antichità. La prima sala della grotta è decorata con stalattiti e colonne. La sala successiva è quasi interamente occupata da un laghetto. Nella terza camera c’è un altare circondato da varie suppellettili, tracce di fumo ed ossa ricoperte di materiale stalagmitico. Si accede alla grotta dalla strada che porta a Megàlo Livàdi, girando a sinistra in direzione del convento della Madonna Evanghelistria, proseguendo poi a piedi per una decina di minuti.

Escursione 5: Chora – Panaghia
A nord di Chora, la strada porta dopo 4 km a Panaghia, paesino dominato dall’omonima chiesa bizantina del 950 -è la più vecchia dell’isola – con eccezionali immagini sacre del XIII secolo. Altre chiese nell’area sono quella di Santo Stefano e della Vergine Skopianì.

Escursione 6: Panaghia-Sykamià
Da Panaghia, una strada sterrata porta al litorale nord dell’isola, e specificatamente ad una delle spiagge più belle di Serifos, Sykamià.

Escursione 7: Panaghia-Pyrgos-Galanì-Monì Taxiarchòn-Kèntarchos
Partendo da Panaghia, una strada asfaltata va in direzione nord-est verso i pittoreschi abitati di Pyrgos, Galanì e Kèntarchos. Superato Galani, si passa davanti al maestoso monastero dei Taxiarchi cioè degli Arcangeli (1572) che, da lontano somiglia ad un castello con l’alto recinto e le feritoie per la protezione degli abitanti contro le incursioni dei pirati. Nella chiesa del monastero, degni d’interesse sono l’iconostasi dorata in legno scolpito ed in marmo, le celebri icone di Emmanouil Skordìli ed il trono dispotico di legno scolpito. AI centro del pavimento della chiesa, c’è una targa in marmo con l’aquila a due teste che risale al 1659. Il Monastero dei Taxiarchi è il principale monumento dell’isola. È aperto al pubblico e nelle sue celle restaurate possono alloggiare i pellegrini.

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