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Le isole del Dodecaneso si trovano tra l’isola di Samos, di Ikaria e le isole di Fourni a nord, le Cicladi a ovest, la costa dell’Asia Minore a est e l’isola di Creta a sudovest. Costituiscono un mondo magico, fatto d’immagini dipinte dal sole, un mondo che prende vita dal mare. Gli inverni miti e le estati fresche donano alle isole del Dodecaneso uno tra i climi più salubri del Mediterraneo. Qui ogni isola compete con l’altra in bellezza.

STORIA
Il Dodecaneso è stato abitato fin dall’epoca Preistorica. Prima i Minoici poi gli Achei divennero i padroni di queste isole. Il loro sviluppo economico e spirituale iniziò lentamente con l’arrivo dei Dori nel 1.100 a.C., per raggiungere l’apice nell’VIII sec. a. C. Le tre grandi città: Lindos, Kameiros e Ial, costruito su Rodi nel 6° sec. a. C., insieme a Kos, Knidos ed Alikarnissos in Asia Minore, costituirono la “Exapolis Dorica”. Lo sviluppo venne bloccato per un breve periodo dai Persiani. Nel 400 a.C. il Dodecaneso divenne membro dell’ Alleanza Ateniese e le tre grandi città di Rodi si unirono in un unico stato. Anche Kos divenne molto famosa ed ebbe un grosso sviluppo durante il IV e III sec. a. C., grazie alla scuola di medicina fondata da Ippocrate. I Romani si impossessarono delle isole nel 146 a.C. Il lungo periodo bizantino, venne interrotto dall’arrivo dei Crociati. Nel 1309, i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni divennero i padroni di Rodi ed estesero il loro dominio sul resto delle isole. Nel 1522 vennero conquistate dai Turchi e nel 1912 dagli Italiani. L’unione del Dodecaneso con la Grecia avvenne nel 1948.

RODI
Rodi è l’isola più grande del Dodecaneso e la quarta in grandezza in Grecia. Le sue montagne sono generalmente ricoperte da foreste e molte fertili valli con corsi d’acqua. La montagna più alta è l’Atavyros, 1250 mt. La popolazione supera i 90.000 abitanti, la maggior parte si occupa di turismo. L’isola produce principalmente vino e olio, ma ci sono anche ottimi prodotti dell’arte folcloristica, come ceramiche, filati, ricami e tappeti. Questa perla del Mediterraneo, come viene chiamata, è di enorme interesse, sia per le sue bellezze naturali che per i suoi tesori archeologici. La città di RODI è una delle più belle non solo della Grecia ma di tutto il Mediterraneo, costruita sul lato nord dell’isola. Ad est della nuova città c’è una parte importante dell’antica Rodi, è l’antico porto, oggi Mandraki, con le statue dei due cervi, maschio e femmina, alla sua entrata. La tradizione sostiene l’esistenza all’entrata del famoso colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo. Sul lungo molo a protezione del porto, ci sono tre mulini a vento, ed alla fine, a nord, il castello di Agios Nikolaos, con il faro. Molto vicino all’entrata dell’antico porto c’è la cattedrale Ortodossa, in stile gotico, Evagelismos, con affreschi di Fotis Kontoglou. Nell’intera area di fronte a Mandraki, come da altre parti, gli Italiani costruirono diversi edifici. Proseguendo sul molo verso la città vecchia incontriamo il Nea Agorà, il nuovo mercato. Nella città medievale entriamo dalla Pyli Eleftherias vicino al mercato nuovo. Un po’ più avanti comincia la Odos Ton Ippoton (La strada dei Cavalieri), e benchè gli edifici siano stati restaurati, si ha l’impressione che siano rimasti intatti per mezzo millennio, poiché vennero costruiti nel XIV sec., con una forte presenza di elementi gotici. I palazzi a due piani si profilano uno dopo l’altro con gli imponenti portali e gli archi sopra i quali sono scolpiti diversi stemmi. Ci troviamo ora a Kollakio, il sobborgo dei Cavalieri, e ci avviciniamo al palazzo del Gran Maestro, l’odierno castello. è l’edificio più imponente della Rodi medievale, si trova alla fine della strada dei cavalieri. Venne costruito nel XIV sec. e distrutto nel 1856 dall’esplosione della polvere da sparo che i Turchi tenevano nei suoi sotterranei. Fu poi restaurato durante l’occupazione Italiana nel 1939. Dal castello, seguendo la via Orpheus verso sud, possiamo visitare la Torre ad Orologio e la moschea di Souleiman, prima di entrare in Via Sokratous piena di negozi e traffici commerciali. Seguendo la via Sokratous arriviamo a Platia Ippokratous, una delle piazze più pittoresche di Rodi dove c’è il Tribunale del Commercio, un meraviglioso edificio inizi sec. XV. Da qui, via Aristotelous, che è fiancheggiata dalle vecchie mura della città, ci conduce alla meravigliosa Platia Evraion Martyron con al centro tre meravigliosi ippocampi in bronzo. Seguendo sempre le mura verso est, arriviamo alla chiesa di Agio Panteleimon (XV sec.) e la rovinata chiesa di Panaghia Niki, costruita dopo la fine dell’assedio del 1480. A Platia Mouseion si trova la casa d’Inghilterra. Il Museo Archeologico si trova nel restaurato edificio dell’ospedale dei cavalieri del XV sec. Dal Monte Smith, la collina distante dal centro 2 km, si gode una vista superba della città e del mare. Sulla cima vi era l’antica Acropoli. Possiamo vedere lo Stadio del II sec. a.C., il teatro, le rovine dei templi di Zeus Polia, di Athena Poliados e di Apollo Pythos. LINDOS è forse il più bel villaggio di Rodi, situato a una cinquantina di km. Include tutto: la famosa acropoli, l’architettura tradizionale e le decorazioni degli edifici, una spiaggia meravigliosa e il pittoresco piccolo porto di Agios Pavlos. Sull’Acropoli troviamo le rovine del Castello dei Cavalieri e la chiesa bizantina di Agios Ioannis, il Megalli Stoà e il tempio di Lydia Athena del IV sec., il teatro e i resti del tempio di Dionisio. Il panorama dalla roccia dell’acropoli a perpendicolo sul mare è unico. Il villaggio è molto bello con le case bianche dagli interni decorati tradizionalmente – soffitto di legno intarsiato e piatti di ceramica appesi alle pareti – ed i cortili pavimentati con ciottoli bianchi e neri.

CHALCHI
Chalki è meravigliosamente primitiva, tranquilla, benchè sia l’isola più vicina all’affollata Rodi, 35 miglia di distanza. è una delle più piccole isole del Dodecaneso. Montuosa e rocciosa, è stata abbandonata dai suoi abitanti a poco a poco ed oggi i residente sono solo 380, riuniti nell’unico insediamento e porto dell’isola, Nimboriò. Nel pittoresco porticciolo, che sembra abbandonato, si stagliano due chiese con i loro alti campanili. Seria e semplice quella sul lato della collina, un vero capolavoro d’arte l’altra, quella vicino al porto. Ma ciò che è imponente sull’isola è Paliò Choriò: sulla cui cima spiccano le bianche mura dell’antica acropoli ed il più recente castello medievale.

KARPATHOS
Seconda per grandezza Karpathos si trova tra Rodi e Creta. Oblunga, montuosa con pittoreschi villaggi che si arrampicano sui verdi fianchi delle colline e meravigliosi porti pescherecci di fronte a spiagge sabbiose. La montagna più alta Kalì Limni, si trova quasi al centro dell’isola ed ha un’altezza di 1.250 mt. I suoi più di 5.000 abitanti si occupano principalmente di agricoltura, allevamento e pesca, mentre in estate, la maggior parte di essa si occupa di turismo. L’isola è famosa per per la sua caratteristica architettura tradizionale; la disposizione e la decorazione degli interni delle case; usanze e tradizioni rimaste quasi immutate nel trascorrere dei secoli, come nel villaggi di Olympos. Qui le donne, disprezzano tempi e sviluppo ed insistono ad indossare costumi tradizionali multicolori e i capelli a treccia.

KASSOS
A poche miglia da Karpathos troviamo Kassos, l’isola più meridionale del Dodecaneso. Principalmente montuosa possiede coste rocciose ed alcune belle spiagge. Il capoluogo dell’isola è Fris costruita nella pittoresca baia di Boukas. Le sue case di pietra, molte di loro costruite da capitani di mare, si estendono su entrambi i lati della baia fino al mare. Gli altri pittoreschi paesini dell’isola ci offrono le sagre popolari di Kassos dal caratteristico colore locale.

KASTELLORIZO (o MEGISTI)
A una settantina di miglia a sudest di Rodi e solo a un miglio dalla costa Turca si trova Kastellorizo. Piccola isola tutta rocciosa ma nonostante tutto all’inizio del XX sec. il suo porto era il secondo nel Dodecaneso dopo Symi con 15.000 abitanti. Ora dell’intera città restano solo le rovine delle case distrutte dai bombardamenti. Solo quelle che si affacciano sul porto sono state restaurate e risplendono ancora, bianche con le porte e le finestre dipinte a colori vivaci. La pittoresca cittadina omonima costruita ad anfiteatro giunge fino al mare. Appena entrati in porto c’è il ” Frourio ton Ippoton” Il Catello dei Cavalieri di Rodi, costruito nel XIV sec. sulla collina dalle rocce rosse. Sul fianco della collina un bianco sentiero, zigzagando si arrampica fino al monastero di Ai Giorgi. Ad est un secondo piccolo porto e in alto la famosa chiesa di Aghios Kostantinou, la cattedrale costruita nel 1833. Il tetto è sostenuto da 12 colonne di granito che vennero trasferite dal tempio di Apollo a Tartara sull’opposta Licia. Imponenti sono le chiese di Agio Nikolaos del XI sec., Pangia Chorafion e di Agios Merkouris. Galazià Spilià (Fokiali) è una meravigliosa grotta che si trova sulla costa sud est dell’isola. Il soffice colore azzurro all’interno unito alla bellezza delle stalattiti e stalagmiti ti condurranno in un mondo di sogni.

SYMI
Symi è una delle isole più belle del Dodecaneso, con le montagne che scendono quasi a precipizio nel mare, disegnando meravigliose baie. In una di queste, Ano Symi o Choriò si arrampica sulle due colline che fiancheggiano il porto creando un’unica città. L’architettura delle case neoclassiche, con i cornicioni ed i cortili con la ghiaia, del XIX sec., sono impressionanti. All’inizio del XX sec. aveva 30.000 abitanti ed era il capoluogo del Dodecaneso e la maggior produttrice di spugne marine del mondo. Una strada asfaltata parte da Chorio, andando verso sud attraversa una piccola foresta di cipressi offrendo un meraviglioso panorama. è la strada che termina al famoso monastero di Panormitis, all’estremo sud ovest dell’isola. Ano Symi o Choriò, è il capoluogo dell’isola e ti avvince appena la vedi. Le case cominciano da Kato Poli (Gialos con il porto) e si arrampica fino alla cima alla collina con il castello e la Megali Panagia. L’ascesa si compie con 500 larghi scalini la “Kalì Strata”. A destra e sinistra le meravigliose vecchie case ricche di elementi neoclassici. A due piani con meravigliose porte, balconate in ferro battuto, pareti dipinte in ocra o altri colori leggeri e finestre e porte dipinte con colori gioiosi che creano un’insieme meraviglioso. Oltre al castello e alla Megali Panagia, dalla quale si gode un ottimo panorama altre sono le chiese da visitare con interessanti iconostasi intarsiate, icone bizantine ed i cortili pavimentati con ciottoli bianchi e neri; il Museo e la grande piazza di Gialos ove si trovano i tarsanades, il luogo dove venivano costruite le veloci e sicure navi a vela. Panormitis è il monastero più importante dell’isola, secondo in tutto il Dodecaneso, dopo quello di Agio Ioannis a Patmos. è dedicato a Taxiarchis Michail. All’interno dell’altare maggiore vi è un’icona del santo tutta in oro ed è piena di ex voto, di affreschi e l’iconostasi in legno è eccellente.

TILOS
Tilos è un’isola rocciosa ad eccezione della piccola e fertile valle quasi al centro dell’isola che si estende fino alla bella spiaggia di Erystos. I residenti, quasi tutti impegnati nell’allevamento e nell’agricoltura sono appena 300. Tilos è infatti l’isola più isolata dopo Kastellorizo. è proprio questa solitudine a darle uno charme particolare. Livadia è il porto di Tilos all’interno di una baia con ciottoli e acque cristalline. Conserva l’architettura tradizionale ad eccezione di un grosso edificio costruito dagli Italiani durante l’occupazione. Si possono visitare una basilica paleocristiana, rovine del castello medievale e la piccola chiesa di Agios Nikolaos con affreschi del XIII sec. Megalo Choriò è il capoluogo e si stende ai piedi di una collina rocciosa sulla cui cima spicca il castello. Lì, sulle fondamenta di un antico tempio venne costruita la chiesa di Taxiarchis della quale sono rimasti pochi affreschi del XVI sec. Nel piccolo museo del villaggio si possono vedere le ossa dell’elefante nano di Spilaio Charkadioù ritrovate a testimonianza che Tilos assieme alle altre isole delle Cicladi faceva parte della Aigeida, la terra che una volta univa la Grecia all’Asia Minore. Sulla costa a 13 km da Livadia, in una gola piena di verde con una sorgente ed una meravigliosa vista sul mare, venne costruito il Monastero del Santo Protettore dell’isola, Moni Agios Panteleimon. Costruito nel XV sec., possiede affreschi del 1776 ed un meraviglioso cortile pavimentato con i tradizionali ciottoli bianche e neri.

NYSIROS
Nysiros è l’isola vulcano. Quello che impressiona sono la selvaggia bellezza ed i colori forti. Poche spiagge, rocce nere, case bianche con porte e finestre dipinte a colori vivaci. Quello che maggiormente colpisce è il verde che si trova sull’isola. La strada che sale e poi scende all’interno del vulcano si snoda infatti fra splendidi ulivi. Il cratere principale ha un diametro di 260 metri ed una profondità di 30. Si può scendere all’interno seguendo il sentiero su uno dei lati. Il fondo è caldo e dai soffioni si sprigiona vapore acqueo e diossido di zolfo. Sulle pareti del cratere sono ovvie le tracce gialle di zolfo e l’intera area assomiglia ad un paesaggio lunare. Mandraki è il capoluogo dell’isola, costruito sotto l’imponente massa rocciosa del Monastero di Panagia Spilianì e alle spalle delle rocce nere sparse davanti al mare. I pittoreschi vicoli e le meravigliose piazze sono ombreggiate da enormi alberi di agrumi. Qui i costumi locali vengono ancora conservati con rispetto. Merita una visita il monastero e il castello medievale da cui si gode uno stupendo panorama. Lo stesso vale per l’Acropoli con le mura del IV sec. a.C. e l’antico cimitero, vicino alla chiesa di Agios Ioannis, dove vennero ritrovate tombe ed oggetti del VII e VI sec. a.C.

KOS
L’isola di Ippocrate, la terza per grandezza dopo Rodi e Karpathos, vanta un bel porto, spiagge sabbiose ed è anche di grande interesse dal punto di vista archeologico. Isola oblunga, pianeggiante per la maggior parte, con una sola catena montuosa all’estremo est. La sua cima più alta è il Dikaio che arriva a 846 mt. La popolazione supera le 20.000 persone e si occupa di allevamento, agricoltura, pesca e naturalmente turismo. Il clima dolce per la maggior parte dell’anno e le belle spiagge sabbiose ne hanno fatto un importante centro turistico internazionale. La città di Coo, capoluogo dell’isola si trova sulla costa nord orientale, vicinissima alla costa turca. Ricostruita dopo il terremoto del 1933, è una città molto verde con viali alberati e tante spiagge. Importanti sono le antichità che troviamo sia all’interno che all’esterno della città come il famosissimo Asklepion, le case dei periodo romano, i mosaici, l’altare di Esculapio, il tempio di Apollo. Avvicinandosi dal mare la prima cosa che ci colpisce è l’enorme castello medievale dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Questo castello con una doppia serie di spesse mura venne costruito nel XV sec., con materiale, pietre e marmo, dell’antica città distrutta dal terremoto. A sud del castello proviamo il famoso Platano di Ippocrate. è un enorme platano, che, come vuole la tradizione, venne piantato dallo stesso Ippocrate sotto la cui ombra insegnava medicina ai suoi discepoli. Di fronte al platano troviamo la moschea di Gazis Hassan con l’alto minareto costruita nel 1786. Ancora a sud si stende l’area archeologica che include rovine dell’antico Agorà, rovine dello Stoà del IV sec.,di una grande basilica e di un tempio.

ASTYPALAIA
è l’isola più occidentale del Dodecanneso, la più vicina alle Cicladi. Quando ci avviciniamo ad essa, vedremo la Chora, tutta imbiancata che si arrampica sulla collina, ed una fila di mulini a vento tanto da farci pensare di essere ancora nelle Cicladi. La parte est dell’isola è bruna e grigia con piccole oasi di verde e bellissime baie sabbiose. Il suolo diventa così stretto quasi al centro dell’isola da far credere che sia divisa in due pezzi. La Chora che si trova nella parte a sud ovest è molto pittoresca. Si stende ad anfiteatro sul fianco della collina sotto l’imponente castello ed una serie di mulini a vento. La tradizionale architettura somigliante alle vicine Cicladi, aggiunge elementi caratteristici del Dodecaneso che la rendono più allegra. I balconi in legno, le scale esterne, il tutto dipinto con colori forti, le terrazze e i cortili sempre pieni di fiori. Merita di essere visitato il castello, fatto costruire da Guerini, quando i Veneziani divennero padroni dell’isola. All’interno ci sono due importanti chiese: Agios Georgios, la più antica e quella di Evagelismos. Il panorama dall’alto del castello è unico. Dal lato sud s’innalza la bianca chiesa di Panagia Portatissa, sullo sondo di un mare azzurrissimo, una delle più belle del Dodecanneso. La cupola con ghirlande a rilievo, l’alto campanile anch’esso con decorazioni a rilievo formano un’immagine unica di rara bellezza. A 12 km troviamo il Monastero di Agios Ioannis e quindi quelli di Panagia Flevoriotissa e di Agia Livyi. All’estremo est dell’isola si trova quello di Panagia Poulariani.

PSERIMOS
Si trova a poche miglia a nord di Kos. è una piccola isola ideale per un ancoraggio in una baia molto protetta con una bellissima spiaggia e l’acqua trasparente come una piscina.

KALYMNOS
Kalymnos, un tempo famosa per i suoi pescatori di spugne, è un’isola per la maggior parte rocciosa con molte baie e grotte marine. Nel centro dell’isola c’è una fertile montagna con due piccole valli piene di agrumeti specialmente mandarini. Rocce nude, spiagge dorate, vallate verdissime. La popolazione supera i 14.000 abitanti, la maggior parte dei quali viveva di pesca e della raccolta delle spugne. Oggi invece si occupa di turismo. Il capoluogo è Pothia o Kalimnos, costruita ad anfiteatro sul fianco della rocciosa collina, con le forme geometriche delle case variopinte, delle chiese e delle strade pittoresche, dà l’immagine dell’allegria. Nel centro della spiaggia c’è la chiesa di Chistos Sotir, con l’iconostasi in marmo e le meravigliose icone e affreschi. Il Museo Archeologico si trova a nord della spiaggia, un meraviglioso edificio neoclassico. Tra i reperti esposti vi sono una statua di Esculapio, vasi Micenei e piccoli oggetti del periodo neolitico e romano.

LEROS
Un’ isola ricca di piccole colline e di profondi golfi verdeggianti, pittoresche vallate, coste frastagliate e una fortezza franco – bizantina che sovrasta il capoluogo: questa è l’isola di Lero. Lakki è il più grande e sicuro porto del Dodecaneso. Senza alte montagne è piena di verde, specialmente pinete. Platanos è il capoluogo dell’isola costruito ad anfiteatro sotto un’imponente castello, con le case tradizionali, i pittoreschi vicoli ed una piccola piazza con al centro un platano, il Municipio e varie caffetterie. Vale la pena visitare il castello. Sembra che al posto del castello ci fosse un’antica acropoli. Più tardi venne costruito un castello bizantino, ampliato e fortificato in seguito dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. All’interno vi è la chiesa di Panaghia del Castello con meravigliosi affreschi e la leggendaria icona della Panaghia. La vista dall’alto è stupefacente potendo ammirare sia le baie della costa ovest che quelle della costa est dell’isola. Una strada in discesa ci conduce poi ad Agia Marina, secondo porto dell’isola.

LIPSI
Piccola e tranquilla isola situata fra Leros e Patmos è dotata di bellissime baie. Nella più grande e sicura c’è il porto e il maggior insediamento dell’isola, Leiposoi. Le sue colline sono soffici, la cima più alta non supera i 300 mt. Nella pittoresca piazza, con le case bianche, con porte e finestre colorate di blue, si trovano taverne e piccoli bar. Con una passeggiata si può raggiungere la chiesa della Panaghia Charou, costruita agli inzi del XVII sec., la più importante dell’isola.

ARKI
La più grande del complesso di isolotti a nord di Lipsi. Il porticciolo con circa 70 abitanti si trova nel punto più interno di un fiordo protetto all’entrata da altre isolette. Le case di quest’unico villaggio sono costruite tutte in pietra e senza intonaco. Bellissimi gli ancoraggi fra i vari isolotti in un’acqua trasparente e azzurra.

PATMOS
L’isola con l’imponente Monastero di Agios Ioannis Theologos, che domina nel cuore della collina sul porto. Non c’è in Grecia una Chora che dia un’immagine più imponente di questa. L’enorme monastero domina con la sua figura scura, dall’alto della collina sulle case circostanti, case tutte bianche, a due o tre piani, molte delle quali in stile neoclassico. Strade strette con arcate ed al centro una piazza, piccola ma molto pittoresca, con due taverne. Il monastero con mura spesse e alte, fortificate da rampanti, venne costruito nel 1088 dal beato Christodoulos. Il monastero è bizantino ed appartiene al Patriarcato di Costantinopoli. L’altare maggiore è una chiesa cruciforme a cupola ed ha una meravigliosa iconostasi ed affreschi. Vicino all’altare maggiore c’è il tesoro, con reliquie di Santi e oggetti sacri preziosi di grande valore ed offerte votive molto costose. Oltre all’altare maggiore ci sono altre 8 cappelle tra cui quella del Beato ove è conservato il suo corpo. La biblioteca del monastero è molto importante. Contiene circa 3.000 libri, molti dei quali rari, 900 codici e 1300 documenti. Dalla terrazza del monastero il panorama che si stende su quasi tutta Patmos e sulle isole vicino è unico. In una delle grandi grotte che si trovano sull’isola, San Giovanni ricevette la visione dell’Apocalisse. Molte sono le bellissime baie, alcune delle quali sabbiose.

EGEO NORD ORIENTALE
Undici isole principali, vere perle dell’Egeo ed un gran numero di altre piccole isole sono sparse una dopo l’altra formando una linea a zig zag che comincia a nord da Kavala in Macedonia ed arriva fino al Dodecaneso. La più a nord di tutte è Thasos con i suoi alti pini è la più vicina alle coste della Macedonia. Poco più a sud incontriamo Samothraki, l’isola dove venne ritrovata la famosa statua di Nike (Vittoria) che oggi è il gioiello del Louvre. Ancora più a sud c’è Limnos l’isola di Efesto e quindi la piccola Agios Efstratios. Segue Lesbos, la grande e verde isola con meravigliose baie e la foresta pietrificata. Poi incontriamo Chios, l’isola dal profumo di Masticha ed i villaggi medievali. Di fronte la piccola Oinousses con meravigliose spiagge e ad ovest di Chios vi è la gloriosa Psarà. Ancora più a sud ecco la meravigliosa Samos, l’isola di Pitagora con la grande foresta e le spiagge sabbiose. Verso ovest invece incontriamo Ikaria, la verde isola montuosa e tra Samos e Ikaria l’isola di Fourni con i suoi pittoreschi porti marinari.

LIMNOS
Costruita sulle rovine dell’antica città omonima troviamo Myrina, capoluogo di Limnos con le case pittoresche dei capitani e i balconi in legno con le stradine lastricate e la sua gente di buon cuore. Ovunque sull’isola si incontrano paesini pittoreschi.

AGIOS EFSTRATIOS
Tra l’isola di Limno e Lesbo troviamo l’isola vergine di Agios Eftratios con un unico centro abitato e delle spiagge meravigliose. Nea Koutali, affascinante località ricoperta di pinete, con le sue acque limpide. Moudros, la seconda città importante dell’isola, con le sue belle case e le spiagge splendide e infine Poliochni, con le rovine neolitiche e le esigue tracce di un abitato dell’età dei rame.

LESBO
La terza isola greca, per grandezza, è Lesbo. Uliveti immensi, folte pinete, spiagge sabbiose, monasteri, bei paesini tradizionali e vecchie case signorili. Ovunque sull’isola troviamo testimonianze della sua storia antichissima. Mitilene, il capoluogo, costruito sulle rovine della città antica, è la base di partenza per conoscere le infinite bellezze presenti su tutta l’isola. A nordovest della città troviamo l’acquedotto romano, più a nord Pirghi Thermis, con le vecchie case tradizionali e Loutra Thermon. Ovunque pittoreschi paesini marini con splendide spiagge, come il bel paese di Plomari, rinomato per il suo ouzo. Un paesino montano è Aghiassos, costruito ai piedi dell’Otimpo, con case e stradine pittoresche. Spiagge sabbiose, come quella di Vateron e di Kalioni, e quindi ci appare Mithymna e il celebro Molivos, un posto pittoresco dal colore caratteristico, con una grande tradizione nell’arte popolare, un’intensa vita notturna in estate e luogo d’incontro di artisti. Sopra, in alto, domina la fortezza bizantina e in basso, un po’ più lontano verso nord, la costa frastagliata di Eftatous e a sud quella di Petra. Le bellezze dell’isola continuano fino a Sigri, dove, incontriamo la foresta pietrificata e fino a Eressos, dove troviamo importanti reperti archeologici.
 
CHIOS
A sud di Lesbo si trova una delle più belle isole dell’Egeo, l’isola di Chios. Qui il blu profondo del mare sembra quasi sfiorare il verde degli alberi. Qui le verdeggianti vallate abbracciano gli stupendi paesini che profumano di mastice, dagli innumerevoli alberi di lentischio. La lunghissima storia di Chios si perde nel profondo dei secoli. Case multicolori, pescherecci e reti stese al vecchio porto. Case moderne e negozi pieni di gente al porto nuovo, di fronte al castello. Nella pianura case signorili in pietra con giardini verdeggianti e aranceti. Simpatici villaggi di pescatori come Vrontados, Pantoukios Langada. Belle spiagge come quella di Kardamila; paesaggi montani con bellezze rare e Volissos, come il castello veneziano e lo storico monastero di Aghios Gheorghios. Paesaggi incantevoli poco prima di Nea Monì. Paesi che hanno mantenuto inalterato il loro aspetto medievale ad Avato e Mesta. Laboratori di ceramica ad Armolia e composizioni pittoresche a Pirghì.
Belle spiagge di ciottoli o lidi sabbiosi e quindi vela fino a Psarà, la piccola isola storica. Un’isola rocciosa con un unico centro abitato, dall’intenso colore cicladico. A est di Chios si trovano le isole di Inousses, di cui Inoussa è l’unica abitata, con magnifiche coste sabbiose.

SAMOS
Meravigliosa e verde, è l’isola più grande dell’Egeo, molto vicina alle coste turche, il punto più vicino è appena 2 km. Piena di spiagge dalla sabbia bianca, pittoreschi villaggi e porti pescherecci. La meravigliosa natura, il clima mite e l’enorme interesse archeologico, l’hanno fatta diventare una frequentatissima località turistica. La storia di Samos è ricca. Quest’isola così vicina all’Asia Minore è sempre riuscita, grazie alle sue forze, ad essere indipendente per lunghi periodi e nello stesso tempo a prosperare nonostante le battaglie combattute. Questa fu probabilmente una ragione per cui fu capace di dare al mondo intero tanti saggi e grandi artisti. Immagini cinte dai grappoli dell’uva di Samo, dalle foglie di vite e dai vigneti. Samo, il capoluogo, è costruito ad anfiteatro nel seno di un grande golfo, accanto a Vathy, il porto. Platani, sorgenti e case neoclassiche coesistono armonicamente con gli elementi moderni a Kariovassi. Belle spiagge a Kokkari, spiagge di ciottoli a Potami, spiagge affollate a Tsamadou e quindi Chrissì, la spiaggia più bella dell’isola. Villaggi di pescatori con spiagge sabbiose, villaggi montani con stradine pittoresche e case dall’architettura caratteristica. Numerosi i monasteri sull’isola, come quello della Grande Vergine, di Agia Zoni, di Vrontá, della Madonna di Spiliant, di Zoodocho Pighì. Infine a sud, Pithagorio o Tigani, con le rovine dell’antica acropoli e la fossa di Eupalineo è lo scalo più bello: grazioso villaggio tradizionale le cui case bianche sono disposte ad anfiteatro attorno a un porto semicircolare.

IKARIA
A sudovest di Samo troviamo Ikaria, con un paesaggio incredibilmente vario. Rupi scoscese e nude a sud e un paesaggio dolce e sereno a nord dell’isola, dove si incontrano magnifiche spiagge. Nel capoluogo dell’isola, Aghios Kìrykos, troviamo numerose case dei capitani, a due piani. Fonti termali rinominate sin dall’antichità, a Therma. Il verde, inframmezzato dal bianco delle case, arriva fino all’azzurro del mare a Karavostamo, sulla costa nord dell’isola. Un piccolo porticciolo è Evdilos, e li accanto spiagge stupende e pittoresche tavernette. Una folta pineta, numerosi ruscelli e una splendida spiaggia sabbiosa ad Armeni stì. Numerosi paesini sparsi qua e là con una ricca vegetazione. Un interesse particolare, dal punto di vista archeologico, presenta Fanari, una zona ricca di bellezze naturali.

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