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Centro di civiltà e cultura, punto di incontro tra occidente e oriente la TURCHIA offre oltre a questo tante bellezze naturali. I suoi litorali sono affascinanti e indimenticabili: disseminata di isole, penisole ed insenature, lambita da acque che si insinuano fra le rocce. La dolcezza del clima la rende una piacevole meta anche nel periodo primaverile ed autunnale.


Area sud orientale

MARMARIS
La cittadina è un importante polo turistico della Turchia con marine attrezzate e molto frequentate d’estate ma tranquille fuori stagione. Con i suoi locali nella cittadella fortificata ha mantenuto intatto il suo fascino con mercati brulicanti, bazar, caffè e ristoranti.
Tra Marmaris e FETHYIE la costa è circondata da belle montagne intervallate da larghe pianure che sovrastano spiagge di sabbia. La baia di KOYCEGIZ offre graziosi ancoraggi all’interno di paesaggi boscosi. Si può fare una delle più belle escursioni del sud Turchia risalendo il fiume Koycegiz con barche a fondo piatto verso le rovine dell’antica città di CAUNUS col suo teatro, le tombe licie scavate nella roccia e le sue terme.
Si procede quindi verso MANASTIR e Fethyie costeggiando l’isola di Baba Adasi con visita alla piramide bizantina prima di spingersi verso l’arcipelago di GOCEK al centro della baia di Skopea. Un piccolo paradiso in cui troveremo lungo le sue coste frastagliate e negli isolotti decine di ancoraggi uno più bello dell’altro. La più bella è forse la laguna di OLU DENIZ con la sua sabbia candida ed i pini che la sovrastano.

GOCEK
Si trova in cima a quello che potrebbe essere definito un mare interno, Skopea Liman, protetto da un nastro di isole ad Est e da montagne imponenti a Ovest. Lungo circa 13 miglia e largo tre, questo tratto di mare è protetto dalla costa frastagliata che offre una miriade di ancoraggi deliziosi, tutti circondati da pendii boscosi. Incontaminato, protetto, pulito è un vero paradiso all’inizio della stagione prima che le temperature arrivino ai 35 gradi e oltre. Poco distante si trova FETHIYE, fiorente cittadina. Sia a Gocek che a Fethyie troviamo innumerevoli negozi e negozietti dall’abbigliamento alle gioiellerie, empori con spezie e cibi esotici e naturalmente artigianato di tappeti. Con una navigazione verso Est di un giorno si giunge nella zona di KALKAN e KAS.

Kalkan è una graziosa città in cima ad una collina con la sua minuscola baia. Le sue pittoresche case bianche con le persiane alle finestre ed i balconi inghirlandati di bellissimi fiori che come cascate si riversano sulle stradine sottostanti, completano il quadro di una pacifica città di vacanze. Le vie strette e serpeggiante da piccoli negozi di souvenirs, vi portano all’affascinante marina.
Ad 1 km. di distanza dalla graziosa cittadina di villeggiatura di Kas verso ovest, è situata l’antica città di Antiphellos col suo teatro ellenistico composto da 22 scalinate, oggigiorno ancora bel conservato. Sulle rocce a forma triangolare ci sono delle mura alte 7 metri. Sui pendii a nord-ovest ci sono altre tombe lice rupestri con delle scritture in lingua greca e abbellite con pietre ornamentali.

KEKOVA
È uno dei più interessanti siti del Mediterraneo. Durante le scosse telluriche tettoniche che hanno provocato la formazione dei monti Taurici, la città Simena rimase sommersa dalle acque che si alzarono dopo l’abbassamento dell’isola di Kekova. Dal mare si può vedere la città antica con le sue case e le sue mura in cima alla collina dell’isola, la canalizzazione, le tubature dell’acqua, le terme, le scalinate ed altri ruderi, un panorama molto pittoresco e particolare. Alcuni degli antiche porti sono rimasti sotto l’acqua. Allontanandoci dall’isola di Kekova tornando in terra troviamo il villaggio di Kalekoy, nome che deriva dalla grandiosa e storicamente importante fortezza “KALE”, in turco vuol dire fortezza. Mentre ci si avvicina al villaggio si possono vedere le tombe dei Lici tra le case dei pescatori. Una di queste tombe emerge dal mare ed è diventata il simbolo del parco nazionale di Kekova. La città di Simeno fondata nel XV sec. a.C. è situata per metà sull’isola e per metà sulla terra ferma. Nell’antichità fu un importante centro commerciale. Simena, con il suo porto protetto dalle tempeste mediterranee, fu sempre un luogo invidiato dal navigatori. La parte più interessante di Kekova sono comunque le tombe licie poiché sono molto diverse da tutte le altre. Hanno la parte superiore convessa ossia a forma di barca, forse perchè i Lici, popolo di navigatori, dopo la morte le avrebbero usate nella loro seconda vita come navi per vagare verso l’eternità.

DEMRE KALE MYRA
Myra, una delle sei più importanti città della Licia fu per un periodo capoluogo (III-II sec a.C.) ed ebbe la priorità di coniare monete d’oro. Questa città fu importante per la Storia Cristiana perchè San Nicola (Babbo Natale) vi esercitò il suo episcopato; San Paolo, prima di andare a Roma, si incontrò con gli altri apostoli. Come resti di antichità sono interessantissime le tombe rupestri e il teatro del periodo romano ancora in buone condizioni.

OLYMPOS
La città datata al III sec. a.C. fu fondata sulle due rive di un torrente che imbocca il mare. Olympos, membro della confederazione Licia, fino al 78 a.C. fu sempre una preda dei pirati, poi passò nelle mani dei Romani.
La costruzione più interessante che arriva fino ai nostri tempi è il rudere della porta di un tempio. Nelle vicinanze di Olympos, a Kimera, si vedono tante fiammelle, che sorgono dalla terra, identificate con la figura “Chimera” che si può vedere nel Museo delle Civiltà Anatoliche, ad Ankara.

PHASELIS-TEKIROVA
Questo luogo situato in un’area di incredibile bellezza naturale, fu costruito dagli abitanti di Rodi nel VI sec. a.C. La città ha tre porte: ad est, al centro e ad ovest. Dalle due parti della strada monumentale che ricollega il porto sud con quello ovest ci sono: il teatro, l’agorà, i resti di abitazioni, le terme romane e la porta di Adriano. Sulla foce del porto centrale si notano le rovine del molo. Le mura della città, in parte restaurate, sono molto belle e soprattutto se salite sulla parte superiore del teatro, di là si possono ammirare le tre parti del porto non annoiandovi nel vedere tanta bellezza.

ANTALYA
Oggi è il più grande centro turistico della Turchia, le sue origini rimontano al periodo paleolitico. Secondo le tracce ritrovate nella grotta di “KARIN” a Nord Est di Antalya, nel periodo 1900-1400 a.C. La regione fece parte dell’Impero Ittita, in seguito fu una città indipendente riconosciuta dalla Pamfilia, dalla Licia e dalla Cilicia. Passò sotto la dominazione della Frigia (sotto la dominazione della Frigia (1100-800 a.C.), sotto la sovranità dell’impero persiano, da cui fu liberata per opera di Alessandro Magno. Annessa al regno di Pergama dal re Attalo II alla metà del II sec a.C. cambiò nome in “Attalea”.
È stata dichiarata provincia senatoriale dai Romani nel 67 a.C. In seguito da Selgiuchidi nel 1085. Durante le crociate, Antalya fu importate porto per i Cavalieri che s’imbarcavano a destinazione della Palestina. Restò per un periodo sotto la dominazione dei Bizantini e, nel 1426 fu annessa all’impero ottomano. è stata occupata dagli Italiani nel 1919 e riguadagnò l’indipendenza nel 1921.
Costruita sopra la città antica, la città moderna non riflette curiosità archeologiche del suo lungo passato antico. Interessante da visitare sono: “Yivli Minare”, la porta di Adriano, il parco Kocaeli, la cittadella e gli splendidi tesori artistici conservati nel suo museo archeologico. Quest’ultimo è uno dei più belli e ricchi musei della Turchia dove sono esposte le opere in ordine cronologico dalla preistoria ai periodi ellenistici, romani, bizantini, selgiuchidi ed ottomani.


Area nord orientale

Di grandissimo interesse archeologico è l’area di Kusadasi con il meraviglioso sito di EFESO, situata di fronte all’isola di Samos.

KUSADASI
Nell’antichità era un luogo di villeggiatura delle famiglie agiate efesine e durante il periodo Ottomano era un importante porto commerciale. Oggi coi suoi numerosi alberghi e villaggi vacanze è una stazione balneare tra le più importanti del mar Egeo e purtroppo affronta la minaccia di essere una grande massa di cemento. Una marina perfettamente attrezzata la rende luogo ideale come punto di partenza per andare a visitare Efeso.
Efeso è il più grande sito archeologico del mondo per estensione.
STORIA: Efeso, nella metà del II sec. a.C. Fu luogo d’ abitazione prima dei Leleghi e poi dei Cari. Ma, la prima città fu costruita dagli Ioni nel XI sec a.C.
Nel VI sec. a.C. dovette subire l’occupazione dei Persiani tentando a volte di ribellarsi, ma invano, fino all’avvento di Alessandro Magno, alla morte del quale, passò sotto il dominio di uno dei suoi generali: Lisimaco. Questi la ristrutturarono nel luogo dove si trova tutt’ora cioè nella valle tra il Monte Pion e il Monte Cressos. Dopo il regno di Pergama, ceduta a Roma, Efeso entrò nell’apice del suo splendore e divenne una delle più grandi città del periodo. Molti imperatori gareggiavano per ornarla di statue e di altre opere d’arte. Il tempio di Artemide, d’epoca ellenistica, fu considerato una delle sette meraviglie del mondo.
Con il sorgere dell’Era Cristiana, Efeso visse un periodo molto diverso da quello precedente: San Paolo con lo scopo di distruggere il culto del tempio di Artemide, venne spesso in questa città dove vi fece costruire una delle sette chiese dell’apocalisse.
San Giovanni l’Evangelista si stabilì ad Efeso sia per scrivere il suo Vangelo, sia perchè Gesù in croce gli fece promettere di prendersi cura di Sua Madre. Il santo ubbidì e accompagnò la Madonna qui nascosta fra queste montagne dove vi rimase fino alla fine della sua vita.
Nella metà del III sec. d.C. i Goti occuparono Efeso, l’incendiarono e la rasero al suolo e da allora non risorse più. Perse per sempre il suo antico splendore e non le fu di aiuto neanche il Concilio Ecumenico del V sec. d.C. La prosperità di Efeso declinò del tutto a causa dell’insabbiamento del porto provato dall’alluvionamento del fiume Caistro che paralizzò le sue relazioni commerciali e quindi sparì tra le sue paludi.

EFESO: IL SITO
Generalmente si entra dalla “Porta Magnesia”, aperta nelle mura costruite da Lisimaco nel III sec. a.C. e fatta poi erigere dall’imperatore Vespasiano nel I sec. della nostra Era.
Attraversando questa porta si arriva nel sito che ci appare come un grande museo all’aperto. A destra si notano i ruderi di un bagno romano detto “Terme di Vario”. IL sistema abbastanza sviluppato di distribuzione delle acque che alimentava la città tramite tubature in terracotta.
Superando l’Agora Superiore detta anche “Agora amministrativa” percorriamo la graziosa strada ornata da colonne coi capitelli corinzi e ionici e sostiamo davanti a un odeon tipo anfiteatro. Questo auditorio aveva la capacità di 1.400 persone e senza dubbio serviva anche da sala concerti. I gradini superiori hanno perso gran parte della rivestitura in marmo, ma quelle inferiori hanno ancora incese delle teste di grifoni che ci rendono l’idea della bellezza di questo monumento.
Vicino all’odeon c’è l’edificio del Comune detto Pritaneo, fondato nel III sec A.C. e ricostruito nel III sec D.C. Si notano le colonne doriche che ornano la sala consacrata al culto della dea Artemisia (Diana) protettrice di Efeso. In questo luogo ardeva continuamente il fuoco sacro alimentato dai “Cureti” preti pagani devoti a questa dea.
La via dei “Cureti” è una delle più importanti arterie di Efeso dove si noteranno numerosi orifizi che si aprono sul sistema di canalizzazione delle fognature che scaricavano le acque sporche fino al mare. La via era fiancheggiata da zoccoli di statue ornati da rilievi che rappresentano Hermes col suo caduceo (bastoncino con serpenti) simbolo del dio della medicina Epidauro.
Più lontano c’è la strada scavalcata da un arco chiamato “la porta di Eracles” di cui rimangono le due alte basi con due figure Eraclidi autentici, scolpiti in alto rilievo.
L’arteria fiancheggiata da portici e zoccoli di statue, rende l’idea dell’antica bellezza della città. Lasciando poi a sinistra la via che porta al quartiere residenziale di Efeso “le case sul pendio” si giunge davanti alle “terme della scolastica”, il “tempio di Adriano” e “le latrine pubbliche”.
LE CASE SUL PENDIO, case dell’antico quartiere residenziale delle ricche famiglie efesine sono state tutte restaurate e sono rinvenuti alla luce bei mosaici e pitture murali di gran valore.
LE TERME SCOLASTICHE costruite nel I sec. a.C. e ricostruite nel IV sec. sono composte come tutti i bagni romani da 4 sale: il vestiario, la sala fredda con al centro una vasca, la sala tiepida e la sala calda.
IL TEMPIO DI ADRIANO: nei pressi delle terme si innalza l’elegante facciata del tempio di Adriano che ci appare con un superbo lavoro di sculture di pietra costruito nella metà del II sec.
LE LATRINE: situate in un vicolo vicino al tempio sono ancora in buono stato.

LA BIBLIOTECA DI CELSIO, LA VIA MARMOREA, L’AGORA INFERIORE E IL TEATRO:
La biblioteca di Celsio è situata sul crocevia della via Marmorea e della Via dei Cureti. La sua ricostruzione merita di essere considerata come meglio riuscita, non soltanto di Efeso ma del mondo intero. Datata dal principio del II secolo fu costruita dal figlio di un console romano. Grazie al ritrovamento dei materiali originali rinvenuti durante gli scavi si è potuto ricostruire questo magnifico monumento ridandogli l’aspetto quasi integrale che aveva nell’antichità. L’AGORA INFERIORE si estende su di una piano quadrato di più di 100 metri di lato, circondata da portici e colonne sotto i quali si aprono dei negozi. Le colonne tutte nuovamente innalzate danno alla piazza un aspetto veramente grandioso.
IL TEATRO: Situato alla fine della via Marmorea aveva la capacità di 30.000 persone.
È il più grande teatro antico del mondo. La cavea a ridosso del monte Pion, a forma di ferro di cavallo, dimostra una caratteristica tipica dell’architettura greca, invece le porte d’entrata a volta, presentano quelle dell’architettura romana. D’altronde questo monumento iniziato nel III sec. a.C. Fu terminato nel II sec. d.C. Questo spiega questo miscuglio di stili.

La VIA ARCADIANA fu denominata così in onore dell’imperatore Arcadio che la fece restaurare. Si chiama anche via del porto. è la maggiore arteria di Efeso, ornata da portici con dei negozi, situati in essi. Nei suoi pressi giacciono le rovine del “Ginnasio” e del “Teatro”.

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